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UGANDA 01/06/2003
Ora:
23.55 Fonte:
www.misna.org
ALTRI PARTICOLARI SU ATTACCO A EST DI KITGUM A Kitgum sono giunti stasera ulteriori particolari sull’attacco che l’Esercito di Resistenza del Signore (Lord Resistence army, Lra) aveva sferrato il 30 maggio a Omya-Anyima 40 chilometri a est di Kitgum, sulla strada per Naam Okora, in una località remota con cui le comunicazioni sono specialmente difficili. Le vittime dello scontro sono state in totale 17, tra cui undici ribelli In seguito all’assalto dell’Lra alla missione, alle baracche militari e alle capanne governative , sono stati uccisi anche cinque civili e un militare, a quanto pare, decapitato. Padre Gerardo Marvin Fuentes Murillo è incolume e al sicuro. Meno la chiesa di padre Marvin, tutto è stato dato alle fiamme. Quello di Omya-Anyimia altro non è comunque che l’ultimo di cui si è avuta notizia tra i numerosi attacchi con cui l’Lra continua a terrorizzare gran parte del nord dell’Uganda, non soltanto nei centri abitati più noti, ma anche in zone sperdute del ‘bush’, della boscaglia da cui è spesso difficile ottenere informazioni tempestive e precise. E’ ormai chiaro che da un parte i ribelli sono armati, anche con materiali bellici provenienti dal sud Sudan, ma anche che sono organizzati in "unità indipendenti", senza un vero centro unico di coordinamento, pur essendo certo che, nonostante alcune voci circolate in senso contrario, il loro capo resta Joseph Kony. I gruppi di ribelli, secondo notizie provenicenti dalla scoietà civile, sono sparsi in diverse zone dei distretti ugandesi settentrionali di Gulu, Kitgum e Pader, ma con punte che si spingono più giù fino ai dintorni di Lango, e a ovest, verso il lago Albert, dove pochi giorni fa hanno attaccato un autobus in viaggio da Kampala ad Arua. Il rapimento di una quarantina di seminaristi a Lachor, trentacinque dei quali ancora nelle loro mani, resta una delle aggressioni più gravi delle ultime settimane, anche perché, insieme al ripetersi di azioni, anche di rapina, sempre più frequenti contro centri religiosi ( sei attacchi solo a Opit, e altri a Palabek, Anaka, Naam Okora, cattedrale di Gulu e annessa residenza dei padri) l’azione dei ribelli abbia insistentemente quelli che in passato sembravano, almeno in parte, possibili ‘confini’ della loro violenza.[MB]
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