|
|
| 06/06/2003 |
|
LIBERIA 06/06/2003
Ora:
19.35 Fonte:
www.misna.org
MONROVIA: RIBELLI A RIDOSSO DEL CENTRO DELLA CITTÀ "I ribelli sono ormai a ridosso del centro della città e la gente continua a fuggire in ogni direzione": così un operatore umanitario contattato telefonicamente dalla MISNA descrive la situazione in cui versa la capitale della Liberia, Monrovia, attaccata ieri sera dai ribelli del Lurd (Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia) che intendono così dare il colpo finale per rovesciare il governo del presidente Charles Taylor. I combattimenti iniziati durante la notte nella periferia sud orientale della città sono continuati per tutta la giornata e attualmente le due parti si troverebbero posizionate da una e dell'altra parte del fiume Mesurado. "Se i ribelli riescono a oltrepassare il ponte si troveranno praticamente nel centro della città anche se la casa del presidente a gli altri palazzi del governo si trovano qualche chilometro più ad ovest " racconta la fonte della MISNA. "La gente scappa ovunque - continua - chi vive nelle zone non interessate dai combattimenti sta alla finestra o incollata alla radio pronta a lasciare tutto per scappare. C'è molta paura. Moltissimi civili si sono rifugiati presso le sedi delle ambasciate occidentali a Monrovia; mi hanno detto che tante persone si trovano nel cortile del palazzo che ospita gli uffici dell'Unione Europea. Nei giorni scorsi avevano detto agli europei e agli occidentali presenti in città di raccogliersi proprio in quell'edificio da dove poi sarebbero stati evacuati". Intanto la delegazione del Lurd che si trova ad Akosombo (Ghana) per i colloqui di pace iniziati mercoledì ha ordinato ai propri uomini di fermare la nuova offensiva. "Questa notizia è arrivata a Monrovia alle 15:00 (le 17:00 ora italiana) grazie alla radio, ma dopo averla sentita i combattimenti continuavano" ha concluso la fonte della MISNA.[MZ] ZIMBABWE 06/06/2003 Ora: 17.15 Fonte: www.misna.org ULTIMO GIORNO DI SCIOPERO, FERMATO LEADER OPPOSIZIONE È stato fermato oggi dalla polizia di Harare il leader dell'opposizione in Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, mentre la settimana di scioperi e di manifestazioni contro il governo del presidente Robert Mugabe si avvia al termine. La notizia del fermo di Tsvangirai è stata data da un portavoce del suo partito, Mdc (Movimento per il cambiamento democratico), il quale ha precisato che il leader dell'opposizione è stato prelevato da due poliziotti dalla sua abitazione. La polizia non ha ancora confermato l'arresto, il secondo da quando sono iniziate le proteste. Lunedì infatti Tsvangirai era stato fermato e rilasciato dopo meno di un paio d'ore durante le quali gli era stato contestato il reato di "incitamento alla violenza". L'opposizione ieri aveva invitato i suoi sostenitori a chiudere la sette giorni di protesta con una serie di cortei da tenersi nelle principali città del Paese, ma almeno ad Harare viene segnalata una imponente manifestazione indetta dai supporter del presidente Mugabe che intendono così dimostrare il sostengo di cui ancora gode il capo di Stato. [MZ] REP. DEM. CONGO 06/06/2003 Ora: 16.31 Fonte: www.misna.org BUNIA: SBARCANO ‘CASCHI BLU’ MENTRE RIBELLI NOMINANO IL LORO GOVERNO Sono arrivati a Bunia tra gli applausi i primi soldati della nuova missione di pace internazionale dispiegata per garantire la sicurezza nel capoluogo dell’Ituri, nord est della Repubblica democratica del Congo, sconvolto nelle ultime settimane da violenze e combattimenti. Lo riferiscono fonti della MISNA in città, precisando che i primi due aerei sono arrivati alle 05:30 di questa mattina e altri sono atterrati più tardi in mattinata. Per quanto le informazioni riguardo al numero dei soldati che compongono l’avanguardia sbarcata oggi a Bunia siano ancora discordanti, fonti della MISNA e della Monuc (Missione delle Nazioni Unite in ex Zaire) concordano nel sostenere che in totale finora si trovano in città una settantina di militari francesi e 4 inglesi. I soldati si sono sistemati nella zona dell’aeroporto, vicino alla base della Monuc, dove hanno scaricato materiale logistico, apparecchiature a alcuni mezzi. Nel primo pomeriggio un paio di camionette francesi sono state viste aggirarsi per le strade del centro della città. "Il nostro compito principale per i prossimi giorni è quello di garantire la sicurezza dell’aeroporto e fornire una valutazione tecnica per facilitare il dispiegamento della forza che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni" ha detto all’emittente radiofonica della Monuc ‘Radio Okapi’ un colonnello francese appena sbarcato a Bunia. Intanto Thomas Lubanga, leader dell’Unione patrioti congolesi (Upc), il gruppo ribelle che ha conquistato la città nelle scorse settimane dopo violenti scontri con milizie dell’etnia Lendu, ha annunciato ieri la formazione di un proprio governo per la zona di Bunia. Mentre i primi francesi sbarcavano in città, Lubanga ha diffuso i nomi dei ‘ministri’ del suo governo. Secondo un’operatore umanitario la decisione di Lubanga intende ridicolizzare sia la forza di pace appena sbarcata sia il governo di Kinshasa, nel tentativo di riaffermare a tutti i costi l’autorità dell’Upc su Bunia. [MZ] UGANDA 06/06/2003 Ora: 12.22 Fonte: www.misna.org APPELLO DELLA COMMISSIONE EPISCOPALE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI E LA COOPERAZIONE TRA LE CHIESE Di fronte al drammatico scenario del Nord Uganda, insaguinato da continui attacchi dei ribelli dell'Esercito di resistenza del signore (Lra) contro la popolazione acholi, la Commissione episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese "condivide la dedizione di tanti missionari, missionarie e volontari che continuano a suscitare motivi di speranza nell’animo di persone umiliate e che qualcuno sembra voler cancellare dalla storia del Paese". Lo si legge in una nota diramata oggi dall’uffico stampa della Conferenza episcopale italiana (Cei). La Commissione "fa propria la richiesta dei missionari operanti nella regione settentrionale dell’Uganda affinché non venga ulteriormente rimandato un pronunciamento internazionale che apra la strada ad efficaci azioni di aiuto umanitario e a credibili azioni di pace. Mentre l’esempio dei martiri ugandesi, dei quali abbiamo fatto memoria lo scorso 3 giugno, continua ad offrire alle parti in causa una luminosa testimonianza di pace ed unità, si chiede: ai mezzi di comunicazione la più puntuale e obiettiva informazione su quanto accade nella regione; al governo italiano l’interessamento presso le Istituzioni internazionali; alla comunità ecclesiale la solidarietà della costante invocazione di preghiera per la pace e la concordia".[CO] UGANDA 06/06/2003 Ora: 2.02 Fonte: www.misna.org DOPPIO ATTACCO DEI RIBELLI A MADI OPEI Madi Opei, circa 50 chilometri a nord-est di Kitgum è, in ordine di tempo, l’ultima di una serie di missioni cattoliche attaccate dall’Esercito di Liberazione del Signore (Lra)in territorio Acholi: in una prima incursione sabato scorso, un folto gruppo di ribelli ha dato fuoco a un centinaio di capanne ma l’arrivo di militari dell’esercito ugandese li ha messi in fuga; domenica, verso le 23, più numerosi del giorno prima i ribelli si sono ripresentati con a capo una donna in tenuta militare e, sfondata la porta con un colpo di rpg, un’arma simile al bazooka, sono entrati nella chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù con evidenti intenzione sacrileghe, sparando con mitragliatori all’impazzata, distruggendo le grandi vetrate laterali e arrecando gravi danni alle strutture e perfino al tetto. Notizia dell’accaduto si è avuta a Kitgum solo con giorni di ritardo. Il parroco, padre Matthew Okun Lagoro di 46 anni, non era in sede e la custodia della parrocchia era affidata a Sisto Olebe, un catechista di 73 anni, a cui i ribelli hanno chiesto dove era custodito il denaro e come potevano avere accesso alla dispensa, alla radio e a qualsiasi oggetto utile o di valore. Olebe, che è un personaggio molto conosciuto in tutta il territorio dell’archidiocesi di Kitgum, ha tentato di sviare la rapina ed è stato allora legato e picchiato duramente; ora è ricoverato con prognosi riservata all’ospedale Saint Joseph di Kitgum. Il seminarista Francis Torac e alcuni ragazzi che si trovavano in parrocchia sono illesi. Protrattosi per oltre due ore, l’assalto si è concluso quando sul posto sono giunti militari ugandesi che hanno messo in fuga i ribelli. Padre Matthew ha manifestato il suo profondo dolore per le sofferenze dell’inerme popolazione locale e per lo sfregio sacrilego inflitto alla parrocchia e ha lanciato un appello alla pace e alla riconciliazione, ricordando che nel suo distretto le persone senza casa sono ormai diecimila e che in questi ultimi anni uccisioni e rapimenti si sono contati a centinaia.Anche negli altri distretti Acholi di Kitgum e Pader la situazione, a partire soprattutto dallo scorso luglio, si è fatta ogni giorno più insostenibile.[CO] LIBERIA 06/06/2003 Ora: 1.33 Fonte: www.misna.org MONROVIA: RIBELLI ALLE PORTE, LA GENTE FUGGE I ribelli del Lurd (liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia) hanno lanciato ieri una serie di attacchi nei pressi della capitale Monrovia. Lo riferiscono fonti internazionali, precisando che nella sera di giovedì il frastuono dei combattimenti era chiaramente udibile dalla periferia della capitale della Liberia. Gli scontri più duri, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero verificati intorno alla cittadina di Brewerville a soli 15 chilometri da Monrovia. I combattimenti hanno provocato un esodo di massa di centinaia di persone, migliaia secondo alcune fonti, che dai dintorni e dalle zone periferiche di Monrovia si sono riversati in massa verso il centro della città. La notizia è stata confermata anche da fonti della MISNA nella capitale liberiana, le quali già nel pomeriggio di ieri avevano avvertito che un'offensiva della ribellione era nell'aria dopo i recenti avvenimenti che hanno coinvolto il presidente Charles Taylor. Il capo di Stato liberiano due giorni fa è stato formalmente accusato di "crimini di guerra, crimini contro l’umanità e gravi violazioni del diritto umanitario internazionale" dal Tribunale speciale della Sierra Leone che nei suoi confronti ha spiccato anche un mandato di cattura internazionale. La gravità della situazione in cui versa Monrovia è stata illustrata dal responsabile del Programma alimentare mondiale (Pam) per l'Africa occidentale, il quale ha precisato che nonostante le forze di sicurezza governative tentino di impedire l'ingresso in città a tutti anche ai civili, la gente continua a riversarsi verso la capitale. "La città non è equipaggiata per gestire l'ennesimo flusso di sfollati e le persone ormai sono accampate lungo le strade, sotto la pioggia" ha aggiunto il responsabile del Pam. Negli ultimi mesi i ribelli del Lurd, lo storico gruppo armato che dal 1999 combatte contro il presidente Taylor, hanno intensificato gli attacchi nel tentativo di scalzare il capo di Stato prima delle presidenziali del prossimo ottobre. Nelle ultime settimane, però, al Lurd si è affiancato un nuovo movimento armato antigovernativo, il Model (‘Movimento per la democrazia in Liberia’), che avrebbe tra i suoi leader Charyee Doe, figlio minore del defunto presidente liberiano Samuel Doe. Gli uomini del Model in pochi giorni sono riusciti a conquistare gran parte delle città del sud est della Liberia costringendo i militari governativi ad abbandonare centri abitati e due dei principali porti di tutto il Paese. Le azioni congiunte dei due gruppi hanno sottratto dal mese di marzo ad oggi al controllo governativo oltre il 60 per cento del territorio, secondo stime fornite dalle agenzie dell'Onu in Liberia.[MZ] REP. DEM. CONGO 06/06/2003 Ora: 0.48 Fonte: www.misna.org BUNIA: FORZA EUROPEA, I PARTICOLARI SOLO NEI PROSSIMI GIORNI Il Consiglio europeo ha dato la propria approvazione formale alla missione internazionale di pace richiesta dall'Onu e incaricata di garantire la sicurezza nella città di Bunia. E' questa la prima volta che l'Unione Europea (Ue) si impegna in una missione militare fuori dall'Europa. Il capoluogo della provincia dell'Ituri, nel nord est della Repubblica democratica del Congo, è stato scosso nelle ultime settimane da violenze e combattimenti. I governi dell'Unione hanno così ratificato la decisione presa ieri dagli ambasciatori dei quindici; a Bruxelles si ammette comunque che la missione di pace in Congo sarà "difficile e rischiosa", motivo per cui ai militari che si recheranno a Bunia saranno date regole di ingaggio definite "robuste". Le Nazioni Unite nella risoluzione approvata la scorsa settimana all'unanimità avevano già incluso la clausola che prevede di utilizzare la forza se necessaria al mantenimento della sicurezza. La Francia, che guiderà la missione, ha fatto sapere di aver previsto anche il dispiegamento di mezzi dell'aviazione e addirittura di caccia da combattimento, data l'estrema tensione che regna in Ituri e a Bunia. Che l'operazione non sia facile si capisce anche dal fatto che nelle ultime ore il numero dei soldati francesi da inviare in Congo è salito, secondo notizie da confermare, da 700 a mille. Intanto oggi fonti del ministero della difesa italiano hanno confermato alla MISNA che anche l'Italia parteciperà alla missione: due alti ufficiali entreranno nella catena di comando della missione). I dettagli dell'operazione, inclusi numero e nazionalità dei partecipanti, saranno resi noti solo martedì prossimo al termine di una conferenza prevista a Parigi. [MZ] GUINEA 06/06/2003 Ora: 0.00 Fonte: www.misna.org PENSIERO DEL GIORNO "La conoscenza è come un campo: se non la si coltiva niente si raccoglie" (proverbio)[CO]
|
|
[ Torna all'inizio ] |