SETTEMBRE 2002 Songo 23-9-02 Carissimi amici e fratelli tutti, io e Antonio abbiamo ricevuto il battesimo Mozambicano. Solo il 21 settembre siamo arrivati a Mukumbura. Un Brevissimo diario vi dirà perché è sempre un po' difficile digerire le cose che qui succedono. Poi ci si fa lo stomaco, ma... la digestione è lenta. Arrivati ad Estima l'Antonio si mette al lavoro per rimettere in sesto la Toyota a cui cambiamo per sicurezza le gomme quasi consumate, ecc. ecc.. Siamo già stati a Tete per comprare quello che c'è sembrato più urgente. Oltre agli spaghetti compriamo tre taniche da 20 litri per metterci l'acqua. Passiamo dal distributore per fare il pieno! "Il diesel è finto! " c'informa il benzinaio. Facciamo 60 km per trovarlo a Songo. Il 21 mattina si parte: controllo bagagli, alimentazione, materiale per la celebrazione dell'Eucaristia, acqua di riserva, tenda per le emergenze ... ecc. "Guida Antonio , così ci fai un po' di pratica! " .. "Okey capo" ribatte... e partiamo. Tutto bene fino al fiume Daque (100 km ). Per fortuna c'è poca acqua. L'Antonio passa lanciatissimo ! Visita a Nyambando e alla comunità del Daque. Ci accolgono a braccia aperte. E' morta la moglie del catechista capo, aveva 25 anni! SIDA? Se fosse ..è spacciato anche lui, si tratta solo di tempo. Signore aiutaci. 20 km dopo il Daque, la macchina comincia a fare le bizze ! " Acqua nel motore ", dico io ! Tra una sputacchiata e l'altra la macchina si ferma ! " Porca l'oca questa non ci voleva" Con l'Antonio mi sento un po' più sicuro altrimenti c'erano da vedere i sorci verdi. L'officina più vicina si troverebbe a 140 km di distanza,.ma non c'è il telefono. Dopo un po' che maneggiamo arriva un camioncino. E' il Dgèdge ! Soffia nei tubi , aspira dal serbatoio, smonta il filtro ci soffia dentro lo sbatacchia a dovere , risoffia nei tubi, Antonio aiuta e i due si fanno una scorpacciata di ..nafta che gli esce dal naso e dalle orecchie. La macchina riparte. Una pacca all'Antonio per aiutarlo a sputare il resto del diesel e ringrazio Dgèdge ! " Sulla strada bisogna essere fratelli e aiutarsi!" Mi dice. Mi viene in mente che 8 mesi fa, ho tirato fuori il suo camion dal fiume e l'ho aiutato con 20 litri di combustibile! Il bene ritorna! Arriviamo a Mukumbura con un caldo della malora. Mi informano degli ultimi defunti e della fame che c'è, ma tutti sono felici di vederci. Celebriamo la S. Messa Vespertina. Mi avvisano che c'è Mebu in pessime condizioni. E' una ragazza di 26 anni, da poco battezzata, con due figli, senza marito e con una malattia grave che la sta distruggendo poco a poco. Ovviamente io penso all'AIDS, perché purtroppo ne ho già viste tante e i sintomi ci sono tutti. Mi accompagnano alcune Signore della nostra Chiesa, incaricate della assistenza agli ammalati e dei poveri. Parliamo un po' con Mebu , le amministro i sacramenti e chiedo al Signore che le stia vicino perché la notte si fa scura e le sofferenze sono pesanti per noi suoi figli, non siamo capaci di sopportarle. Durante la domenica ci incontriamo con i fedeli e la allegria reciproca è molta.. I bambini fanno festa come al solito. Hanno una vitalità che supera qualsiasi immaginazione. Ci sono anche diversi casi di poveri che vengono di corsa visto che la loro fame è grande anche se la fede vacilla. Mi accorgo che soprattutto i vecchietti sono messi in disparte. Alla notte carichiamo un povero paralitico e lo riportiamo a casa. Era venuto a chiedere una sedia a rotelle e un pò da mangiare. Troviamo la sua casa distrutta. Era andato a vivere con il fratello al fiume Daque. I figli l'hanno abbandonato e il fratello non se la sente di mantenerlo per cui l'ha sbattuto fuori di casa. Quando è ritornato alla sua casa di Mukumbura, i vicni avevano usato il tetto per farne fuoco e cucinare la polenta, per cui si trova a dormire all'aperto. Dobbiamo risolvere il problema: una carrozzella, una nuova capanna e da mangiare! Mi viene in mente le mangiate che mi sono fatto in Italia. Pifferi e cornacchie!! Anche senza accorgersi...veramente esageriamo. Scusate, ma abbiamo troppo e non siamo mai contenti.......... Mi chiamano a casa di Eugenia. Anche lei sta male. Sono quasi sicuro che è AIDS. Ha 29 anni, 3 figli, il marito è morto 1 anno fa. Il patrigno è morto pochi mesi fa e due suoi fratelli sono morti prima che partissi per l'Italia. Sua madre già provata da grandi sofferenze si trova a Tete in ospedale con Herpes facciale. Finalmente per oggi chiudo. Carissimi, sono ancora scombussolato dalla immersione rapida nei problemi del Mozambico e nonostante tutto vedo che bisogna continuare a credere nel futuro. (Nota: come cumulo di fortuna in 15 giorni sono letteralmente scoppiati i due pneumatici grandi del Trattore.) Mi hanno detto che vogliono crescere, che vogliono vivere, che vogliono ..mangiare e divertirsi.... Gli ho detto che hanno ragione. Rimbocchiamoci quindi le maniche e, accettando che siamo tutti pieni di peccati e di debolezza mettiamoci a lavorare per qualcosa che veramente valga la pena. In Italia ho visto tante donne con il cane in braccio .. chiamandolo "figlio mio"... L'ho sentito con le mie orecchie. Perdonatemi, ma sono rimasto di sasso. Scusatemi ma non si può continuare così ! Ci sono gli animalisti preoccupati che si trattino bene le galline....ma i 200.000.000 di bambini schiavizzati o i 13 milioni di orfani africani, non avranno bisogno del nostro amore più delle galline, dei cani e dei gatti ????. Non ho nulla contro di loro, anzi sono ottimi amici, ma non vi sembra che stiamo esagerando? Se vogliamo salvare il mondo ... dobbiamo salvare i bambini ! Che dio ci aiuti. Vi abbraccio caramente assieme ai bimbi del Mozambico. Claudio l'ippopotamo animalista!