ogo del sito: ippopotamo...l'ippopotamo dello Zambesi

le altre pagine...

Chi è
Dove lavora
Mozambico


CHI È

Primo piano di padre Claudio

Nasce nel 1940 a Trieste, frequenta il Seminario Arcivescovile di Gorizia, al trasferimento della famiglia a Genova, continua nel locale Seminario fino all'Ordinazione Sacerdotale conferita nel 1964 dal Cardinale Siri.

Lo stesso anno entra nella Congregazione dei Missionari Comboniani. Dopo il noviziato a Gozzano (No), si occupa per diverso tempo, di propaganda e di animazione missionaria giovanile in diverse località del nord Italia, Asti e a Venegono in particolare dove fonda il Movimento GIM (Giovani e impegno Missionario).

Nel 1971 viene destinato al Mozambico e parte per il Portogallo per imparare la lingua e ottenere il visto per il Mozambico già in piena guerra coloniale.

Nel Luglio 1972 ottiene finalmente il visto d'ingresso in Mozambico e il 20 del mese parte da Lisbona.

In quel momento la lotta per l'indipendenza, da parte del Frelimo, causa innumerevoli morti fra le parti con numerosi massacri da parte dei portoghesi e dei guerriglieri. La dichiarazione pubblica del diritto del Mozambico all'indipendenza, della stupidità della guerra e dell'assurdità dei massacri, gli causa l'espulsione, sua e dei confratelli, dal Mozambico il 12 aprile del 1974.

Il colpo di stato portoghese realizzato il 25 di aprile, 12 giorni dopo l'espulsione, gli permette il rientro il settembre dello stesso anno.

Con il nuovo governo del Frelimo, che diventa partito "marxista leninista", non essendo più ammessa la figura del missionario in quanto tale, obbliga quasi tutti i missionari a dedicarsi all'insegnamento o ad altre attività sociali ammesse dal partito.

Le missioni e tutte le proprietà dei missionari vengono nazionalizzate, una di queste, Boroma, già uno dei più grossi centri scolastici della zona, passa al governo. Sotto il Frelimo, P. Claudio vi insegna matematica e scienze mentre cerca di educare alla ricerca della verità e della giustizia i giovani che, in quel periodo vengono condizionati dall'educazione politica del momento.

Boroma si trova sul fiume Zambesi vicino a Tete. I portoghesi vi avevano appena finito di costruire la grande diga di Cabora Bassa, originando un grande e pescoso lago.

Padre Claudio con la stolaLa sua pescosità, mentre imperversa la nuova guerra tra guerriglieri della Renamo e il Governo del Frelimo al potere, suggerisce la creazione di un centro pesca per alimentare la popolazione scolastica di Boroma e dintorni, consistente in circa 4500 scolari.

La fondazione del Centro diventa un'avventura da pionieri. P. Claudio crea il "Centro Pesca Escolar" e ne viene nominato direttore, alle dipendenze del Ministero dell'Educazione dal 1982 al 1986. Al suo ritorno in Italia, per un periodo di avvicendamento, la guida del Centro passa ad un giovane mozambicano suo collaboratore fidato.

A Roma frequenta, per un anno, un corso di antropologia alla Pontificia Università Gregoriana. Dopo un periodo di permanenza in Inghilterra per imparare la lingua, che nei paesi limitrofi al Mozambico è lingua ufficiale, viene destinato alla Spagna, a Santiago de Compostela, ove opera fino al 1992.

Nel frattempo, a Roma, viene firmata la pace tra Governo Mozambicano del Frelimo e la forza guerrigliera di opposizione della Renamo.

Finiscono gli anni di guerra tra mozambicani che, con la guerra coloniale, hanno dato al paese 28 anni di distruzioni e violenze senza nome, riducendo il paese sul lastrico, distruggendo soprattutto il tessuto sociale del paese.

A gennaio 1993 P. Claudio torna in Mozambico, nella stessa zona ove aveva operato al suo primo arrivo in terra d'Africa.

Comincia l'opera di ricostruzione del paese le cui prime necessità sono la ricostruzione sia materiale che sociale ed ecclesiale del popolo.

Dal 93 al 95 lavora nell'estremo est della provincia di Tete per accogliere i 300.000 rifugiati che tornano dal Malawi e ricostruisce la Missione di Mutarara, sempre sul fiume Zambesi. Nel frattempo comincia l'esplorazione dell'estremo ovest della provincia di Tete, da circa 30 anni senza sacerdote e dove tre grandi missioni sono state distrutte e abbandonate e i missionari incarcerati. Il Territorio è di circa 45.000 kmq. Nel 1996 riesce a far arrivare il vescovo in visita a queste zone, dopo di che cade gravemente malato.

Padre Claudio con alcuni collaboratori localiNel frattempo, fonda il movimento scout e dal 93 comincia a realizzare accampamenti estivi, fino all'ultimo, realizzato sulla frontiera con lo Zimbabwe nel mese di giugno 2000. Dal 1995 al 1998 ricostruisce la missione di Estima, fondando nel contempo la associazione KUZA, ONG mozambicana con obiettivo di lavorare per lo sviluppo dei giovani della valle del fiume e del lago sullo Zambesi che ha 3.500 kmq di superficie.

Nei primi mesi del 1999, due barche della associazione KUZA affondano nelle agitate e tremende acque del lago di Cabora Bassa, con un totale di 11 morti. È una tragedia di dimensioni immani per l'organizzazione KUZA . L'organizzazione riesce a sopravvivere alla tragedia e con l'aiuto della associazione italiana ISCOS (ONG legata al movimento sindacale CISL), e riesce a ripartire agli inizi del 2000.

Dal 1998 P. Claudio ha cominciato i lavori di riconoscimento della zona della Missione di Mukumbura sulla frontiera con lo Zimbabwe, mentre tenta di organizzare i lavori per la ricostruzione della vecchia missione distrutta e del recupero delle comunità cristiane della zona da 28 anni abbandonate. Si preoccupa altresì di organizzare i trasporti sul lago dove esistono grandi aree completamente isolate, e della costruzione di una barca catamarano da 10 m per la missione, per affrontare le tempestose acque del lago di Cabora Bassa e poter permettere ai missionari di arrivare nelle zona isolate di questo lago che ha più di 180 km di lunghezza e tutta la zona nord senza vie di accesso e dove la gente è completamente abbandonata.

I lavori aumentano continuamente sia a livello delle comunità cristiane nuove e vecchie, sia a livello di sviluppo dell'area che è una delle più abbandonate del paese.

P. Claudio dal 2003 vive nella missione di Boroma, aperta dai Gesuiti intorno al 1880; sulla collina sopra il villaggio sono ancora presenti le costruzioni dell'epoca, nazionalizzate al momento dell'indipendenza.
Solo recentemente la chiesa è stata riaperta alle funzioni, anche se ogni volta deve essere preventivamente ripulita dato che, mancando diverse vetrate, è utilizzata come ricovero da uccelli e pipistrelli.
Boroma si trova a circa 27 Km da Tete, collegata tramite una "strada" sterrata che, causa il fondo sconnesso, si percorre in circa un'ora con veicoli fuoristrada.

Il progresso del paese arriverà, ma quanto siamo ancora lontani. Una cosa è certa, in tutti questi anni la fede in Gesù Cristo Resuscitato e vincitore della morte ha aiutato P. Claudio a non arrendersi di fronte alle difficoltà.

Valid HTML 4.01! Valid CSS!