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Mozambico


MOZAMBICO

Cartina del MozambicoSuperficie:812.000 Km²
Abitanti: 18.000.000
Densità: 22 ab/Km²

Forma di governo: Repubblica presidenziale (dal 25 giugno 1975)
Capitale: Maputo (2.210.000 ab.)
Altre città: Beira 350.000 ab., Nampula 250.000 ab., Kilimane 230.000 ab., Pemba, Xai-Xai, Inhambane, Chimoio,  Lichinga, Tete
Divisione amministrativa: 10 province (Cabo Delgado, Gaza, Inhambane, Manica, Maputo, Nampula, Nassa, Sofala, Tete, Zambezia)
Struttura dell’età: 0-14 anni: 45%; 15-64 anni: 53%; oltre 65 anni: 2% (stima 1999) T 2,54% (stima 1999)
Tasso di mortalità infantile: 117,56 decessi ogni 1000 nati vivi (stima 1999)
Aspettativa di vita: totale: 45,89 anni. I maschi 44,73 anni, le femmine 47,09 anni (stime 1999)
Gruppi etnici: Kua 47%, Tonga 23%, Shona 11%
Lingua: Portoghese (ufficiale), Swahili e altri dialetti bantu
Religione: Animista 49%, Cristiana 30%, Musulmana 10%

Paesi confinanti: Tanzania a NORD, Malawi a NORD e OVEST, Zambia a NORD-OVEST, Zimbabwe a OVEST, Sudafrica e Swaziland a SUD-OVEST
Monti principali: Monte Binga 2439 m
Fiumi principali: Rovuma 1000 Km, Zambesi 850 Km (tratto del Mozambico, totale 2736 Km)
Laghi principali: Lago Malawi 5100 Km² (parte del Mozambico, totale 29.604 Km²), Cahora Bassa 2800 Km²
Isole principali: Angoche, Inhaca
Clima: Tropicale
Fuso orario: +1
Temp. media annua: 22,9 °C Giorni di pioggia: 108

Moneta: Metical del Mozambico ma in realtà tutti i commerci avvengono in dollari. Occorrono circa 23.850 metical per acquistare un euro, mentre ne occorrono circa 24.250 per acquistare un dollaro.
Economia: La principale occupazione della popolazione attiva è l'agricoltura, base dell'economia mozambicana, anche se solo una bassissima parte del territorio è coltivato. Industrie alimentari, chimiche, prodotti petroliferi, tessili, cemento, vetro, tabacco
Tasso di crescita dei prodotti industriali: 39% (stima 1997)
Esportazioni: 295 milioni di US$ (stima 1998)
Prodotti esportati: gamberi, anacardio, cotone, zucchero, copra (polpa di noce di cocco), agrumi
Esportazioni - principali partner: Spagna 17%), Sud Africa (16%), Portogallo (12%), Stati Uniti (10%), Giappone, Malati, India, Zimbabwe
Importazioni: 965 milioni di dollari Usa
Prodotti importati: cibo, abbigliamento, attrezzature per l’industria, petrolio
Importazioni - principali partner: Sud Africa (55%), Zimbabwe (7%), Arabia Saudita (5%), Portogallo (4%), Stati Uniti, Giappone, India

Probabilmente i primi abitanti del Mozambico erano nomadi e vivevano cacciando e raccogliendo i prodotti della terra. A partire dal 300 d.C. però cominciarono ad entrare periodicamente in contatto con i Bantu che venivano dal sud e da i quali appresero a coltivare e a lavorare il ferro. Dal 600 circa il Mozambico venne "visitato" anche da Arabi, Persiani, Cinesi e Indonesiani che giungevano alla ricerca di oro avorio, ambra, pelli pregiate e corni di rinoceronte.

Nel 1498 sbarcano i Portoghesi che, attraverso Vasco de Gama, trovano un paese relativamente sviluppato dotato di barche con strumenti di navigazione e di edifici per l'immagazzinamento di diversi tipi di merci. Inizialmente, i portoghesi, si limitarono a commerciare e fare affari con "l'impero di Mononantapa", ma dal 1692, con l'appoggio militare, instaurarono un sistema feudale come in Europa  con pochi proprietari terrieri che imponevano tasse alle popolazioni locali.

La dichiarazione di colonia portoghese avvenne nel 1752 e da questa triste data iniziò un purtroppo molto fiorente commercio di schiavi che, nel 1820, rappresentava l'85% di tutte le esportazioni del Paese !!! Questa turpe attività durò quasi un secolo, sino al recente 1912, ed il bilancio finale fu di circa 2 milioni di persone deportate a lavorare nelle piantagioni di zucchero in Brasile e Cuba. Anche Inghilterra e Germania avevano però messo gli occhi sulla colonia portoghese e si erano accordate per spartirsi lo Stato. Di fatto nel 1891 un terzo del paese era gestito da compagnie commerciali britanniche. 1926, il destino di colonia per il Mozambico, viene definitivamente sancito dalla presa del potere di Antonio Salazar. (visitate la pagina dedicata all'approfondimento). Inizia un periodo di relativa stabilità politica che vede la crescita costante della popolazione europea nella colonia (27000 unità nel 1940; 97000 unità nel 1960).
Questa stabilità non produsse nessun tipo di vantaggio concreto per la popolazione locale che, di fatto, nel 1950 viveva ancora in condizioni di schiavitù e arretratezza totale. Gli animi erano esasperati e culminò in episodi sanguinosi che erano anticipatori dei movimenti indipendentisti: il 16 giugno 1960 una folla esasperata manifestò di fronte al Governatore provinciale contro i lavori forzati che per tutta risposta ordinò ai soldati di sparare sui manifestanti causando la morte di 600 persone (il massacro di Mueda).

Nasce a Dar as Salaam nel 1962 il FRELIMO (Frente de Libertacao de Mocambique) ad opera di Eduardo Mondlane. Il Frelimo nasce come una associazione di ispirazione socialista che voleva organizzare i villaggi in funzione di fattorie collettive e centri comuni di primo soccorso (sull'esempio dei modelli di villaggio-fattoria sovietici).

Ma da associazione pacifica il FRELIMO si trasforma presto in movimento armato. Nel settembre del 1964 compie la prima azione di guerriglia contro le leggi coloniali portoghesi, ottenendo come risposta da parte del governo portoghese il rinforzo della polizia segreta anti-sommossa (PIDE) attraverso l'invio di una truppa di 35.000 unità.

1969 la PIDE uccide Mondlane ma non ottiene l'effetto sperato perché il Frelimo ormai poteva contare sull'appoggio della popolazione tanto che nel 1972 ai Portoghesi erano rimaste pochi e sparuti posti di controllo nel Paese. Il 1974 fu un anno cruciale e tragico nella storia del Mozambico:

Il 25 aprile, un colpo di stato   delle forze armate  portoghesi, guidato dai capitani, chiamata "la rivoluzione dei garofani",  fa cadere il governo di Marcello Caetano, perchè gli ufficiali erano stufi di combattere, dovendo fare ripetute ferme di 4 anni ciascuna in zona di guerra e perchè il Portogallo non riusciva a sostenere le  ingenti spese militari del conflitto.  Il nuovo Governo  militare rivoluzionario stabilisce immediatamente con i movimenti di guerriglia in Mozambico, Angola e Guinea Bissau,   il cessate il fuoco..
In settembre, il potere passa nelle mani del Frelimo per una transizione pacifica verso la decolonizzazione, prende il potere Joaquin Chissano  che sarà poi il secondo presidente del Mozambico.

Bandiera del Mozambico 25 giugno 1975 viene proclamata l'indipendenza del Mozambico

Il FRELIMO, avendo come primo presidente Samora Moises Machel,  governa il paese dal  25 giugno 1975. Stante la sua matrice marxista-leninista proibisce l'attività missionaria relegando i missionari a semplici insegnanti nelle scuole o in altre attività produttive. Molti  missionari vengono espulsi  e  molti altri abbandonano il paese,  per la persecuzione scatenata dal Frelimo contro la Chiesa.

ll FRELIMO aveva una impostazione marxista molto marcata, siamo ancora nel clima della guerra fredda e le divisioni sono molto nette tra i due blocchi occidentale ed orientale. Ecco perchè, tra i primi suoi atti il nuovo governo, decide di nazionalizzare tutte le proprietà della Chiesa. Scuole, ospedali, chiese e missioni, ecc. diventano proprietà dello Stato.   I missionari passano momenti molto difficili.

Nel marzo del 1976 il Mozambico chiude i propri confini con la Rodesia (nome coloniale dello Zimbawe) per sostenerne  la lotta  per l' indipendenza. Il governo coloniale Bianco di Yan Smith, risponde l'anno seguente sostenendo la fondazione e l'azione della Renamo (Resistencia National Mocambicana) con truppe speciali addestrate in Sud Africa, che compiono atti guerriglieri contro  caserme, strade, scuole ed ospedali. E' la guerra civile che durerà fino all'ottobre 1992,    provocando distruzione e morte in tutto il paese.
Migliaia di mozambicani andranno ad ingrossare le file dei profughi e dei rifugiati , scappando nelle foreste o nei paesi vicini come lo Zambia, il Malawi e , dopo l'indipendenza dello Zimbabwe  nel 1980, anche in questo paese,  per sfuggire alle rappresaglie di entrambe le parti: Il FRELIMO  e la RENAMO..

Siamo al 1980 quando anche lo Zimbawe conquista l'indipendenza, mentre il Sud Africa resta il maggior sostenitore della Renamo. Dal 1980 e per 10 anni a seguire il Mozambico vivrà il tristemente famoso "periodo della Destabilizazione". Il conflitto tra le parti si inasprisce: mentre il Sud Africa appoggia incondizionatamente  la Renamo, lo Zimbawe interviene in aiuto del Mozambico inviando delle truppe a difesa del corridoio di Beira (1982).

Nel 1983 l'escalation di violenza e il caos che regna nel Paese inducono il Governo mozambicano a chiedere aiuto alla comunità internazionale. Il presidente Samora Machel accetta il diktat di Pretoria ed espelle l'ANC (African National Congress associazione di attivisti sudafricani, a cui appartiene anche Mandela, che era stata dichiarata illegale a causa delle sue azioni contro l'apartheid) in cambio della fine degli aiuti alla Renamo. Botha, Presidente sudafricano, non rispetta i patti e continua a sostenere la Renamo.

1986 Samora Machel muore in un incidente aereo per cause mai chiarite. Gli succede Joaquim Chissano.

Nel 1989, durante il congresso ufficiale, il Frelimo abbandona la dottrina Marxista-Leninista.

Colomba con olivoNel 1990 comincia il vero processo di pace: in luglio si tengono i primi colloqui diretti tra Governo e Renamo, in novembre il Mozambico si da una nuova costituzione (Stato multipartitico, elezioni periodiche, ...).

Finalmente arriviamo al 4 ottobre del 1992, con l'apporto determinante della Comunità di Sant'Egidio che ha svolto per anni attività di mediazione, il presidente Chissano e il leader della Renamo Alfonso Dhalkama firmano un accordo di pace ed il 15 ottobre il cessate il fuoco diventa reale.


Dal 1992 il Mozambico ha cominciato un lento cammino di crescita economica, in virtù della relativa stabilità politica.
Per l'anno 2000 era prevista la maggior crescita economica mondiale (10%). Arrivò però il famoso ciclone che spazzò via villaggi e coltivazioni oltre a falciare centinaia di vite.

Dal 2002, il Mozambico è tutto proteso a risanare i suoi conti economici. Il governo ha imposto un rigido taglio dei costi sociali per riportare il bilancio statale entro i termini stabiliti dagli organismi economici mondiali. Il rispetto delle rigide clausole, dovrebbe consentire un domani al Paese di accedere ai prestiti internazionali. Ma chi paga ora questo sforzo economico sono le classi deboli. Purtroppo entra in vigore la terribile regola "chi era povero è sempre più povero e chi è ricco diventa più ricco".

L'assistenza sanitaria è solo a pagamento. Se hai i soldi per comprare le medicine ti curi, puoi andare nelle farmacie delle zone bene delle principali città e puoi comprare i medicinali che ti occorrono. Se non hai i soldi, vai nei quartieri periferici, ti metti in coda davanti a qualche presidio sanitario pubblico e speri che quando sarà il tuo turno di avere i soldi per comprare e che ci sia la medicina che ti serve. Il governo ha privatizzato le società di gestione dei servizi pubblici: acqua, energia elettrica, gas. Le tariffe sono schizzate alle stelle. Così ora la classe media che aveva un piccolo reddito si trova sempre più povera perché deve pagare bollette salatissime e non può permettersi di fare scorte alimentari nei grandi magazzini (risparmiando) perché non possono permettersi di tenere accesi i frigoriferi. Sono costretti a comprare poco ogni giorno nei vari mercatini rionali con un grosso aumento dei costi. Per non parlare dell'acqua, le cui bollette aumentano continuamente. A Maputo e nelle altre principali città però si possono comprare i cellulari...la globalizzazione avanza. Il business, anche in Mozambico, sono le comunicazioni.

L'economia del Mozambico è molto simile a quella di tanti altri paesi africani ed è basata principalmente sull'agricoltura (circa il 30% del prodotto interno lordo). La valorizzazione del territorio è iniziato da pochi decenni e procede piuttosto lentamente per la mancanza di investitori e per la scarsità delle vie di comunicazione. 
L'allevamento è poco sviluppato ed è comunque facilmente attaccato da varie malattie che non possono venire curate per mancanza di fondi.
Le risorse minerarie sono attualmente ancora poco sfruttate pur essendo il sottosuolo molto ricco.
L'apparato industriale si basa quasi esclusivamente sull 'industria manifatturiera.
Sommando i precedenti fattori, il Mozambico, risulta molto dipendente dalle importazioni. Occorre pertanto spendere molto per importare le materie prime il che concorre a determinare una bilancia dei pagamenti molto negativa, quasi il triplo rispetto all' esiguo prodotto interno lordo.

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