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VISITATORI

Sei hai già letto la pagina dedicata ai volontari, oppure puoi dedicare poco tempo alla Missione o vuoi venire a vedere come si lavora in Missione, questa è la pagina che fa per te.

Per ora Padre Claudio, purtroppo, non è ancora strutturato per poter ricevere ospiti e poterli accudire."

Cerco di spiegarmi : ogni volta che arriva qualcuno, Padre Claudio deve comunque occuparsi di lui. Andare a prenderlo all'aeroporto, organizzargli vitto e alloggio e occupazione, trasporti , burocrazia , sistemazione nella Missione a Boroma, …. Come una agenzia di viaggi … e poi..... deve continuare il suo lavoro di missionario con un centro missionario e 20 comunitá da visitare su un grande territorio, giovani e laici da assitere e formare , riunioni da svolgere, persone da ricevere per risolvere i loro problemi …costruzioni da realizzare, ecc. Qui sta il problema.

Dove e come si puó inserire il volontario a tempo breve che io chiamerei visitatore?

Partiamo prima dalla storia:

Spiegazione storica: Nel passato durante il colonialismo ogni missione aveva normalmente un internato di ragazzi e ragazze nella stessa missione, diretti da Sacerdoti, Fratelli missionari e Suore missionarie. Aveva le scuole e normalmente un centro di pronto soccorso o ospedale, accudito da medici e da missionarie infermiere. Il tutto apparteneva ed era diretto dai missionari. Ancora oggi nei vari paesi africani dopo la caduta del colonialismo ci sono situazioni che rispecchiano l'organizzazione anteriore in cui i missionari gestiscono grandi centri missionari e tutte le attivitá sociali della regione.

In Mozambico dopo l'indipendenza del paese , tutte le missioni con i centri e le varie attivitá sociali, gli stessi mezzi di trasporto, le stesse casa dei padri e le casa delle suore missionarie, furono "nazionalizzate" e passarono a proprietá dello stato.Quindi le missioni rimasero senza scuole, senza ospedali , senza centri di internato per ragazzi e ragazze e nella gestione e direzione di tutte queste attivitá entró di peso il governo Mozambicano.

A 30 anni dall'indipendenza su richiesta della Chiesa e molto spesso su proposta dello stesso Governo alcune strutture e attivitá furono restituite alla Chiesa. A CAUSA DELLA SCELTA MARXISTA LENINISTA della linea politica del GOVERNO, subito dopo la indipendenza la Chiesa Mozambicana passó un periodo oscuro e difficile. La chiesa fu perseguitata, i missionari furono accusati di colonialismo, di abusi , furono denigrati , incarcerati e molti furono espulsi, alcuni morirono. Molti infine non ressero alla oppressione e abbandonarono volontariamente il paese. Cosí alla fine del primo anno di indipendenza il numero dei missionari, uomini e donne , era dimezzato e aveva abbandonato volontariamente o a forza il Mozambico. (I Missionári e Missionarie che, nel primo anno di indipendenza, lasciarono il paese in differenti circostanze furono circa 350).

Quando negli anni successivi verso il 1985 la persecuzione religiosa cominció a calmarsi e furono dati i primi permessi per la entrata di nuovi missionari, la situazione ormai critica aveva le seguenti caratteristiche:

Il numero dei missionari europei era drasticamente diminuito per mancanza di vocazioni e per il cambiamento culturale avvenuto in Europa dopo il 1968. Il gruppo missionario di padre Claudio che ricevette "la partenza" nell'anno 1964 fu composto da 64 nuovi missionari italiani. Nel 2004 i missionari italiani dell'istituto comboniano che ricevettero "la partenza" furono solo due.

Era scomparso nelle famiglie l'idea di "impegnarsi nelle missioni per tutta la vita" I figli erano dimuinuiti, coccolati oltre ogni misura, il celibato deriso, in sostanza una scelta totale era poco a poco scomparsa dal vocabolario dei cristiani. I missionari rimasti in Mozambico cercarono di farsi in quattro per assitere tutte le missioni e tutti i centri che prima dell'indipendenza erano funzionanti. Noi missionari della provincia di Tete, sullo Zambesi , cercammo di sopperire come potevamo alle necesitá, ma dove prima c'erano 28 missionari e missionarie ci ritrovammo solo 7.

Si cercó di giustificare questa situazione dicendo che era arrivato il tempo dei laici e la chiesa Mozambicana fece la scelta delle piccole comunitá di base e dei misnisteri laicali, e ci fu un buon sviluppo della attivitá dei laici in ogni comunitá cristiana. Non tutto il male viene per nuocere.

In Europa nel frattempo la situazione economica era migliorata di molto e sempre piú italiani si recavano all'estero in vacanze. Il Papa Giovanni Paolo II nella enciclica "Redemptoris Missio" favorí al massimo l'impegno dei laici nelle missioni e parló anche del "turismo missionarario".

Ci trovammo di fatto con volontari laici africani, ma senza possibilitá di dare loro una formazione adeguata. Oggi piú che mai questa necessitá è uno degli obiettivi principali.

Anche coloro che vengono per poco tempo, possono quindi essere utili perché vedono la realtà,e i problemi , valutano le necessità ecc. ....memorizzano, si ricaricano , si motivano e, rientrando in patria, possono veramente lavorare per una maggior unione e collaborazione tra i diversi popoli.

Quindi il nostro progetto GESTIONE VISITATORI, sarebbe:

1°) che p.Claudio abbia uno o due persone che lo aiutino in Missione, che conoscano già le strade, la zona ecc. magari che siano là anche solo nel periodo in cui ci sia qualcuno in arrivo;

2°) che ci siano dei locali adeguati per poter ospitare queste persone, con servizi igienici, possibilità di cucinare ecc. ecc. (pensiamo di acquistare una casetta con tre-quattro locali che sono stati costruiti e che sono liberi proprio di fronte alla Missione che potrebbe andar bene x questo scopo......ma che durante l'anno possa essere usata come alloggio x studenti, aule, infermeria ecc.);

3°) che ci sia un'auto in più per poter trasportare gli ospiti anche quando lui non può muoversi (stiamo valutando di acquistare un fuoristrada usato che serva x questo scopo e che, durante l'anno, possa essere usato come comioncino x trasporti di materiali ecc. )

4°) e poi bisogna che, quando arriva qualcuno, ci sia anche qualche cosa da dargli da fare.........infatti capite che è inacettabile passare dei giorni in missione senza fare niente, in un villaggio dove la gente stenta a vivere . Tra l'altro non è educativo nè per l'ospite, nè per la gente del luogo che vede, osserva e...poi commenta, ecc. ecc.

A questo proposito si sono offerti Enrico e Chicca, sua moglie, e Antonio Rudoni da molti mesi giá in Mozambico come volontari, per prendere le redini di questo piccolo progetto di aiuto concreto per i lavori di missione e di organizzazione del "via vai" "di eventuali ospiti." Se tutto andasse in porto si potrebbe cominciare con l'anno 2.006.

La cosa è necessaria, e di seguito indico alcune possibilitá di lavoro, ma dobbiamo avere le idee chiare. Dobbiamo ancora riflettere molto.

in Mozambico esiste giá gente che sa lavorare come falegnami, muratori,saldatori, ecc. Mancano gli specialisti Se qualcuno volesse andarci dovrebbe avere una buona specializzazione. Per poter migliorare le prestazioni degli indigeni.

Nel campo dei computer uno che venisse potrebbe essere utile a tutto il gruppo dei religiosi presenti in diocesi rimettendo in ordine i vari PC delle varie comunitá o facendo un lavoro di coordinazione tra religiosi…Ci sono giá dei Mozambicani esperti in computers...

Nel campo della sanitá gli interventi sono dipendenti dalle autorizzazioni del governo e dal lavoro negli ospedali publici o nei dispensari di villaggio o di distretto, ma sempre sotto la sorveglianza e l'approvazione del governo. Cosa sempre complicata, ma forse possibile…

Nel campo dell'educazione il problema comincia a diventare serio perché in questo caso come in quello della salute, bisogna avere una sufficiente conoscenza del portoghese. Bisogna anche essere disposti a lavorare nel paese per alcuni anni e non solo alcuni mesi e risolvere tutti i problemi burocratici. Puó essere piú facile trovare servizio nell' orfanatrofio di Sr Freitas, ma anche lei ha chiesto gente che si fermi per lo meno per 6 mesi, o in una organizzazione simile che dipenda solamente dalla Chiesa Cattolica .

Si potrebbe lavorare nel campo dei giovani con esperienze scout, o educatori infantili. Su questo punto si potrebbero organizzare accampamenti o corsi per giovani, ma ricordandosi che i nostri schemi non coincidono. In tutto il settore di conoscere e seguire tracce, vivere in accampamento, accendere fuochi, mettere trappole, andare a caccia con i sistemi africani "loro sono maestri". Mentre invece tutto il discorso su organizzazione, capi, riunioni di capi, di pattuglie, di clan , formazione dei giovani , democrazia , spirito di servizio, ecc.. , devono ancora imparare molto. Tutto questo, senza conoscere almeno la lingua portoguese e avere un tempo sufficiente non serve a molto.

Nel campo femminile con il cucito, la cucina, la puericoltura , i primi soccorsi , l'attivitá di formazione per filtrare l'acqua, studiare come facilitare gli orti, come fare per la combustione , il grande problema della paternitá responsabile senza cadere nel liberalismo di comodo …. ci sarebbe molto da fare e come è ovvio bisogna sapere la lingua.

Nel campo della agricoltura e allevamento del bestiame ci sarebbe tutto un programma da mandare avanti soprattutto una attivitá di sensibilizzazione per migliorare l'allevamento del bestiame , la semina e l' alimentazione.

Nel campo della esperienza religiosa bisogna fare un discorso chiaro e pieno di responsabilitá , tenedo presente che siamo in una Missione Cattolica.

Tutti i discorsi di formazione giovanile ecc... servono.
Questi sono stati alcuni miei pensieri su tutto il discorso dei progetti e dei volontari o visitatori per il Mozambico. Ora si tratta di fare un bel po di lavoro di rifinitura e vedere cosa si puó presentare ai nostri amici che ci sostengono e aiutano. P.Claudio 27-5-05