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FEBBRAIO 1999

26 Febbraio 1999

Carissimi amici tutti, carissima mamma e famigliari,
da quasi un mese sto cercando di scrivervi, ma da dicembre a questa parte ne sono successe di tutti i colori.
Breve cronaca dei fatti:

1. Ho passato il Natale in Mukumbura sul confine con lo Zimbabwe. Sono arrivato in due zone dove il missionario non aveva mai messo piede. Il giorno di Natale sono andato a celebrare in una località dove ho trovato tre vecchi cristiani che da anni aspettavano il ritorno dei missionari, ma per il resto tutti mi guardavano come uno dei soliti stranieri di passaggio. Comunque per arrivarci la strada   era piena di fango e la macchina si è interrata all’andata, uscendone fuori in poco tempo.  Nel pomeriggio, al ritorno, anche se la macchina è una 4x4, la macchina è affondata nel fango fin sopra il mozzo e si è seduta nel fango. Dopo tre ore e mezza di lavoro, ci siamo arresi e abbiamo dovuto chiamare la trazione animale! 4 buoi con una catena di aratro e otto uomini forzuti sono riusciti a tirare la macchina dal “matope”, come lo chiamano qui. Un Natale con i fiocchi. Ho ringraziato il Signore perché poteva andare peggio. A Mukumbura sto ancora tentando di costruire una piccola casetta per poter dormire sotto un tetto.

2. Le piogge torrenziali stanno facendo disastri incalcolabili. I fiumi sono in piena e anche nella missione di Estima siamo in pericolo perché il Sanangwe ha deviato dal suo letto ed ha asportato grandi  parti della riva dove sorge la Missione. Ora abbiamo l’acqua a 20 metri. O facciamo degli argini di pietre o le case della missione se ne andranno con l’acqua. Dovevo visitare di nuovo la Missione di Mukumbura, ma le piogge hanno distrutto la strada in più punti. Una macchina 4x4 ha tentato di passare e le acque l’hanno portata via.

3. Dopo le visite alle comunità mi sono beccato 12 giorni di febbricole che ancora non si sa che cosa siano. Quasi come il Giobbe della Bibbia, il 21 di gennaio, mi sono venuti ad avvisare che il battello della nostra associazione KUZA, che faceva servizio sul lago di Cabora Bassa, era affondato sulla riva del fiume Arwangwa, in territorio Zambiano. Sono morte sei persone: una mamma con il suo bambino, un ragazzo di 14 anni e tre adulti, 16 i feriti e tutto il carico di 360 sacchi di mais, perduto. Un disastro senza precedenti e per la nostra piccola associazione un vero colpo mortale. La causa dell’affondamento è chiara, cattiva distribuzione del carico, eccesso di peso e fortissima corrente nel luogo del disastro. Ora il battello è stato recuperato, ha perso i due motori e ha bisogno di buone riparazioni e di due motori nuovi. Sono riusciti a riportare il battello a Songo con 300 km di navigazione precaria, ma sono arrivati. Non vi dico i problemi che ormai da un mese mi tormentano. In ogni modo devo trovare il modo di comprare due motori dei quali uno almeno a diesel (nafta) da 70 HP e un motore ausiliare di soccorso, fuori bordo a benzina, da almeno 50 HP, visto che il battello, una volta arrangiato dovrà caricare almeno 10 tonnellate e 40 persone.Il battello stava diventando una istituzione, perché serviva a migliaia di persone e le stesse autorità Zambiane e Mozambicane ci hanno chiesto di fare il possibile per rimettere il battello in navigazione il più presto possibile. Tutti i soldi che avevamo sono sfumati nel lavoro di recupero del battello affondato e nel far fronte agli imprevisti. Ora siamo a zero. Domani abbiamo la riunione per vedere cosa fare per salvare il KUZA e il lavoro di trasporto sul lago dove in questo momento ci sono centinaia di pescatori che aspettano di essere evacuati, ma… non ci sono battelli, il nostro era l’unico. Il distretto di Zumbo, che fa parte della zona affidata alle mie responsabilità pastorali è completamente isolato e migliaia di persone aspettano che il battello si rimetta in funzione Zumbo è isolata perché ha: a sud il fiume Zambesi, a ovest il Fiume Arwngwa affluente dello Zambesi  e a nelle altre direzioni c’è solo una strada completamente interrotta a causa della pioggia. Il luogo è molto bello per gli animali e per la bellezza del panorama, ma è fuori dei circuiti normali a causa di questi due fiumi. Mi chiedevo se la Città di Genova con le sue tradizioni marinare non potrebbe “come Regione” fare una specie di gemellaggio con questa zona del Lago di Cabora Bassa sul fiume Zambesi impegnandosi  ad aiutarne lo sviluppo e il turismo. Ippopotami e coccodrilli non mancano! Io lancio l’idea. Non ci sarà nessuno che possa portare avanti un discorso.4. Il lago è pescoso, solo che lungo le sue rive non ci sono strade e dentro del lago l’unico battello per trasportare le persone era il nostro. Il futuro, a lunga scadenza, forse  ci porterà degli aiuti grazie a tutti voi amici carissimi e grazie al gruppo dell’ISCOS che ci vuole aiutare. L’ISCOS (Istituto Sindacale di Cooperazione allo Sviluppo – Italia) si stia già muovendo, ma i tempi sono molto lunghi, si parla di anni, mentre noi abbiamo bisogno ora di un aiuto immediato per far fronte alle spese. Qualcuno potrebbe darci una mano con qualche fondo per le emergenze – inondazioni – naufraghi o cose simili? 5. Cos’è l’associazione KUZA (Sviluppo dello Zambesi), associazione che io dirigo come presidente? Vedendo che la situazione dopo la guerra era catastrofica, ho pensato di creare un’associazione che riesca a sviluppare i trasporti del lago, sviluppare la pesca e la vendita del pescato. L’associazione ha obiettivi di formazione morale e tecnica dei giovani, difesa dell’ecologia e la creazione dei posti di lavoro per uno sviluppo degno della persona umana.                           
Abbiamo già il riconoscimento del governo a livello provinciale e stiamo tentando di averlo a livello nazionale. Ci vorrebbero degli aiuti per sviluppare il progetto e del personale per darci una mano.                                                                          
Dopo l’affondamento del battello ho dovuto spedire tutti a casa. Ora sto cercando qualche organizzazione che ci potesse aiutare per ricominciare. Vi dico già che la cosa più difficile è trovare giovani Mozambicani disposti a lavorare con responsabilità e onestà. La guerra ha veramente distrutto tutti i valori morali. La miseria li spinge poi alla malavita e gli esempi che vedono certamente non li aiutano a rimanere onesti. Chi ha spinto l’equipaggio a fare gli errori e le violazioni commesse che hanno causato l’affondamento sono stati il sindaco, il capo della polizia e il capo del partito Frelimo della zona di Zumbo. Figuratevi che loro, con il trasporto illegale di miglio si stavano facendo i soldoni sulle spalle della povera gente!  Come potete immaginare la corruzione qui è una vera malattia. Se in Italia è difficile, immaginatevi qui dove nessuno ha ancora insegnato il vangelo della misericordia e della fraternità.6.Il giorno 13 febbraio ho caricato in macchina una vecchietta piangente con tutte le sue cose. Il figlio la buttava fuori di casa accusandola di avergli fatto il malocchio. Una ferita aveva fatto infezione con conseguente rigonfiamento del braccio e impossibilità di lavorare. Il solito stregone bene informato aveva decretato che la fattucchiera era la madre. Il figlio per non ammazzare la madre, cosa che succede, ha preferito buttarla fuori casa.  Con quest’ambiente sociale  immaginatevi le fatiche di Sisifo che bisogna fare per non scoraggiarsi  e cercare di capire e amare questo popolo tanto provato. Quando poi scoprite che i grandi di questo mondo approfittano di tutte queste situazioni per sfruttare l’ingordigia dei vari capi di stato africani, vendendo loro le armi e guazzando di piacere  quando la lotta per il potere distrugge paesi interi, ancora viene voglia di piangere. Quando vedete che il Fondo Monetario Internazionale e il Banco Mondiale con le loro leggi e il debito estero di questi paesi distruggono ogni speranza di vita, allora capite che dobbiamo continuare a lottare per fare del nostro meglio.

Se ci si arrende i delinquenti avrebbero ragione, è meglio continuare a lottare.


Ormai abbiamo cominciato la quaresima e presto sarà Pasqua. Che la Resurrezione di Cristo ci dia la capacità di ricominciare sempre da capo e soprattutto la fede e la speranza nel bene e nella vita.                                     
Lavoro non ne mancherà mai e soprattutto bisogna cambiare il cuore, ecco perché la quaresima è un tempo di revisione.

Che Dio vi benedica e ci aiuti. Vi ricordo sempre  con tanto affetto e nostalgia.
Saluti carissimi ed un abbraccio caloroso da P. Claudio

Vostro affezionatissimo ippopotamo dello Zambesi