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SETTEMBRE 1999

Estima 21- SETT. 1999

Carissimi amici,

Un po’ di rapide notizie dopo il mio ritorno in Mozambico.

Mi sto già beccando un altro stress, dalla somma dei problemi che ho trovato al mio ritorno. Sembra che i problemi siano come delle nuvole di zanzara che attaccano da tutte le direzioni e nei momenti più inaspettati. Ho già perso 10 buoni kg ammucchiati vergognosamente con i prelibati piatti Italiani. (Ho peccato di gola!!!) Credo comunque che ne ho almeno 20 di troppo per cui non c’è da spaventarsi. Nel viaggio di ritorno, la compagnia aerea ha perso la valigia con le sementi, il calice degli scout, le cassette di 19 pellicole per ragazzi e un binocolo. Mi mangerei le dita dei piedi!!! Come sempre, i progetti in Africa vanno con i passi di Sisifo e nonostante la buona volontà le difficoltà crescono come la gramigna. Dopo l’affondamento delle due barche, il nostro amico Gianni Bellotti, lavorando per conto dell’ISCOS (Ramo QNG della CISL), e riuscito a rimettere in sesto la barca grande che era affondata in Zambia e ora ci mancano gli ultimi ritocchi e le sofferenza burocratiche per rimetterla in mare. Abbiamo fatto già i primi giri di prova. Funziona.

Io mi sono lanciato a visitare le comunità della mia missione arrivando al lontanissimo Zumbo dovendo passare per lo Zimbabwe  perché  non cerano altre strade. (1200 km andata e ritorno).
A raccontare l’avventura mi ci vorrebbero alcune pagine, comunque immaginatevi nella selva africana e, pur avendo 3 ruote di scorta, forare sette pneumatici, rovinarne due completamente, assieme a un cerchione. Roba da pazzi. Comunque sono riuscito a cavarmela anche se con non poca fatica e dopo aver dormito nella foresta per due notti.
Ho visitato le comunità rimaste abbandonate per molti mesi perché la maggior parte sono isolate e per arrivarci ci vorrebbe la famosa barca. Via terra ... ci vuole un bel po’ di pazienza e bisogna portasi dietro un’officina. Con grande difficoltà, qualcosa si sta muovendo, sono nati due gruppi
di giovani e le storie da raccontare ce n’è  per tutti.

Mi limito a due: un ragazzo studia a Magoe, e vive in casa del cognato perché la sua famiglia vive a 400 km. Il cognato, che ha tre mogli, e falegname e beve tutti i soldi prendendosi solenni sbronze. Il ragazzo di 22 anni, nel tempo libero lavora nella carpenteria per contribuire al suo mantenimento, ma pur facendo sedie, tavoli ecc., il cognato gli da solo un po’ da mangiare, ma niente soldi in assoluto. Il giovane vuole andarsene dalla casa del cognato, senza perdere la scuola. E stanco di essere maltrattato e di vedere maltrattata la sorella.  Gli ho detto che, se trovo i soldi, gli fornirò gli utensili da lavoro e lo nomino guardiano della mia capanna in Magoe dove potràfarsi il tavolo da lavoro e cominciare a prestare i suoi servizi alla gente mentre continuerà a studiare. Tra l’altro potrà insegnare un po’ di carpenteria ai suoi compagni  di scuola. Per gli utensili ci vorrà circa 600USD $ .  Ecco un’altra sfida per Voi.

Secondo dramma: arrivo a Songo 4 sere fa e mi chiamano d’urgenza. Mi si presenta una ragazza di 19 anni, con un bambino di  1 mese di vita e piangendo mi racconta:” A casa ho altri due bambini, un mese fa e morto mio marito ( AIDS ?), il mio petto non ha latte e il mio bambino sta morendo di fame. Ne avevo comprato a credito, ma hanno fatto causa in tribunale perché non ho 50 USD $ per pagare. Come finale sono venuti i parenti di mio marito e, secondo i loro usi, hanno portato via dalla mia casa tutto: pentole, piatti, sedie, tavolino, il raccolto che ho prodotto lavorando con le mie mani, le coperte e mi hanno lasciato praticamente nuda. Sono disperata, non so cosa fare, né dove andare. Padre ci aiuti!.”

L’usanza dei pagani è tremenda. Alla vedova portano via tutto perché tutto appartiene al marito defunto e ai suoi parenti. Prima prendevano anche i figli perché ovviamente la madre rimaneva senza nulla. Oggi dopo la guerra, quello che interessa è solo il guadagno facile, e allora lasciano alla vedova i figli. Se vuole li mantenga, altrimenti che muoiano !.  E così bisogna risolvere il problema. Sorvolo su tutto, per arrivare alla conclusione. Ho pagato il viaggio a lei e figli perché potessero andare a casa della sorella dove i figli potranno “forse” trovare un po’ d’appoggio anche nel futuro. Forse!! La sorella vive a 400 km.

E così si presenta un’altra volta il problema dei bambini orfani. Davanti a tutto ciò si rimane senza parole e non si sa cosa fare. Per ora cerchiamo di fare del nostro meglio. Dormendo nella mia capanna, nel villaggio di Magoe, pensavo a tutto ciò e alla situazione del mondo. Signore, mi chiedevo, ma perché siamo fatti così?

Capivo anche quanto devo ringraziare mio padre, mia madre, i miei fratelli e parenti e tutti voi per il continuo sostegno che mi date, per l’amicizia, per la fede che mi accompagna nei momenti difficili, per la speranza che non mi abbandona mai. Grazie veramente per tutto il bene che mi volete e per il bene che mi fate.

Certamente pensavo, sdraiato su una stuoia con il femore che mi faceva male a causa del terreno duro, come fanno i ricchi a capire che hanno troppe cose? Ancora non so rispondere. Confido in Dio!

Vi comunico con allegria che sono arrivate in visita la moglie di Gianni Bellotti, Ersilia e sua figlia Laura. Penso che al loro ritorno vi racconteranno di come hanno avviato le cose in Mozambico. L’amicizia è bella !  Grazie anche a loro e a tutti voi amici del grande gruppo di Genova, Arenzano, del gruppo di Gallarate, Azzate, Varese, Venegono, Gozzano, Soriso, Arona, Novara, Borgomanero, Cuneo, Ghemme, Vercelli, Laveno, Rho, Trento, Pordenone, Treviso, Grado, Gorizia, Trieste e il carissimo gruppo di parenti della Slovenia. Scusate se non dico tutti i nomi, siete molti e Dio vi benedica, senza il vostro continuo aiuto potrei fare ben poco.

Facciamo tutto il bene che possiamo, ne vale la pena. Qui c’è tanto da fare! Penso ai giovani che, al sabato e alla domenica, sono annoiati perché non sanno cosa fare o hanno paura di impegnarsi e di donare la vita per gli altri e pensano solo a divertirsi, mentre i loro fratelli nel mondo stanno soffrendo. Mi viene un a profonda tristezza per loro.

Ma Dio è grande e lo prego perché li aiuti. Assieme a Cristo, la lotta continua!

Non nego che alle volte rimango sfinito e anche un po’ scoraggiato per le mie incapacità e per le impossibilità, per la durezza dell'ambiente e per le miserie fisiche e morali che mi circondano, ma confermo sempre che la vita vale la pena di essere pienamente vissuta. Vorrei dirlo soprattutto ai miei carissimi nipoti e a tutti i carissimi giovani scout e giovani dell’Azione Cattolica di Genova Sestri.

Che Dio ci accompagni e ci benedica. Vi ricordo con nostalgia e con amicizia profonda.

Sempre vostro aff.mo P. Claudio l’ippopotamo dello Zambesi.