Maputo 3/2/2001
Carissimi amici e fratelli,
Vi scrivo da Maputo, capitale del paese , dove mi trovo per cercare di risolvere il problema che ogni anno mi tormenta in questo periodo delle piogge: una febbre subdola che mi toglie le forze e mi impedisce di lavorare.
Finora , dopo aver sperimentato una serie di medicine per malaria, biliarziosi, antibiotici ecc. La situazione é praticamente la stessa. Domani tornerò dal dottore e spero che si possa trovare una soluzione, altrimenti bisognerà prendere altri provvedimenti.
Ho avuto modo di riflettere in questi giorni specialmente dopo essere andato all´ospedale. Intanto qui a Maputo ci sono due soli grandi ospedali per circa un milione e mezzo di abitanti. Io ero accompagnato da un padre che era giá riuscito a telefonare al dottore per cui mi ha ricevuto quasi subito. Mi ha mandato a fare delle analisi e , pagando circa 150 $USD e in due giorni sono riuscito a fare tutto. Avevo il gesso alla gamba destra perché mi ero slogato una caviglia. La vecchiaia non perdona.
Nonostante queste cose, mentre ero nella sala ad aspettare ho visto tanta gente che, come me, doveva aspettare , ma non avendo conoscenze, non avendo soldi, non avendo telefoni, avrebbe speso un sacco di giorni per fare quello che io avevo fatto in due giorni. Nel corridoio di attesa c´era un ammalato con un attacco di ulcera fortissimo, stava piegato e si lamentava, ma nessuno poteva fargli niente, doveva aspettare il medico che … non so quando é arrivato. Una fila di ammalati aspettava in silenzio, qualcuno lamentandosi per I dolori, ma non c´era nessuno che li potesse accogliere. Bisognava aspettare! Ho visto veramente l´impotenza della povera gente. Devo riconoscere che il poco personale dell' ospedale, faceva quello che poteva, ma con solo due medici per le urgenze e decine e decine di casi in arrivo c´era ben poco da fare: aspettare.. e aspettare!
Dopo una giornata intera passata in ospedale, dalle 9 del mattino fino alle 4, 30 del pomeriggio , senza mangiare, senza bere, finalmente siamo potuti tornare a casa. Ma all'uscita noi avevamo la macchina della missione , mentre invece pensavo alla gente che, come noi, aveva aspettato tutto il giorno e sarebbe dovuta tornare a casa. Non avevano scelta , o a piedi o usando i cosiddetti trasporti pubblici, che sono camioncini tipo VAN carichi all' inverosimile, con gente appesa da tutte le parti, schiacciati come sardine, strapazzati come polli al macello. Signore ma sarà possibile cambiare questa situazione? Infatti quelli che vengono all´ospedale sono I fortunati. Nelle zone rurali la maggioranza della popolazione non ha assistenza medica e, se ci sono I centri di pronto soccorso con un infermiere, sono già fortunati.
Mi sono chiesto quanto vale la vita di una persona? In Mozambico sono morti di SIDA (AIDS) più di 1000 professori anno scorso. Il numero di morti supera il numero di professori che il Governo riesce a preparare in un anno. Non so quante migliaia di persone sono morte nel 2000 per lo stesso motivo.
In Zambia si parla di 600.000 persone in un anno. In Mozambico abbiamo già 300.00 orfani a causa del SIDA
Anche se la malattia mi debilita, mi sento sempre grato al Signore per tutto quello che mi ha dato. Credo che dobbiamo essere disposti a lavorare di più perché I più poveri riescano a uscire dalla loro miseria. Anche se hanno le loro responsabilità, mi chiedo quanta responsabilità hanno I ricchi e I potenti e coloro che «stanno Bene» e non si preoccupano di coloro che stanno male.
Due giorni fa un missionario italiano dei padri Dehoniani é morto affogato assieme a una donna e un bambino mentre tentava di attraversare un guado in uno dei fiumi in piena. Stava trasportando la donna incinta e in gravi difficoltà alla città di Quelimane che si trova in mezzo a grandi alluvioni. Aveva aspettato diverse ore perché l´acqua si calmasse, ma lo stato grave della donna lo ha spinto a tentare . Il suo corpo non é ancora stato recuperato. Pregate per lui e la sua famiglia. Aveva 3 anni piú di me.
Dio accolga nella sua pace coloro che si sforzano di fare del bene agli altri fino alla fine.
Sono cose che ci fanno pensare e che ci preparano a cominciare con più disponibilità il periodo della Quaresima,in modo da arrivare alla prossima Pasqua con la felicità di sapere che Cristo é Resurrezione e Vita.
Nella mia missione stanno finendo di costruire il Centro di Mukumbura, consistente in una casetta per il Padre, una chiesa finalmente solida, un magazzino e due sale per le riunioni. Devo ringraziare tutti voi e gli amici di Spagna che, con I vostri aiuti, mi hanno aiutato in quest'opera.
La prossima settimana dovrebbe arrivare nel lago sullo Zambesi, proveniente dallo Zimbabwe, , finanziata dalla Comunità Europea, una nuova barca per I trasporti marittimi del KUZA, associazione di giovani fondata da me. Come sapete Gianni Belotti sta dirigendo questa organizzazione e dobbiamo a lui e al suo duro lavoro se le cose hanno cominciato a risuscitare. Tutto era affondato nel gennaio 1999. Finalmente possiamo dire che si comincia a vedere la luce.
Ma qualcuno si deve sempre sacrificare.
Per la barca della missione siamo ancora in alto mare. Tra tre mesi, con più di un anno di ritardo,metterla in cantiere. Mi rimetterò in contatto con voi per informarvi meglio.
Avrei molto altro da dire , ma volevo salutarvi e dirvi che non mi dimentico mai di voi.
Gesù ha detto chiaramente che senza di Lui non possiamo fare nulla. Ci Credo veramente perché l´ho visto con I miei occhi. Vi auguro quindi di riscoprire Cristo e di avere la coscienza chiara che la vita di questo mondo non é tutto. Altro ci aspetta e ci incontreremo tutti , assieme a color che in questa vita, come Lazzaro hanno sofferto e ci saranno I ricchi epuloni che non si sono mai preoccupati degli altri. Cerchiamo di fare del nostro meglio con il massimo dello sforzo possibile per stare dalla parte giusta. Dio ci accompagni sempre.
Un saluto carissimo alla mia cara mamma che ha rotto un femore e ora é in casa dopo un ´operazione. Che Dio la benedica.
Vi abbraccio a tutti familiari e amici ! Vostro fratello in Cristo
P. Claudio ippopotamo zampettante dello Zambezi