Carissimi tutti,
alcune linee di diario.
Da 4 giorni piove ad ore alternate, Boroma é inondata. A Tete nessuno
puó andare, visto che qui non ci sono ponti e il fiume Mufa é
in piena con quasi due metri di aqua ruggente. Lo Zambezi é ingrossato
e sembra lo Yang-tze-kyang (non mi ricordo come si scrive, ma so cosa combina
in Cina).
Avevo in programma di visitare due comunitá , ma quando arrivo al Mufa.... non si puó passare. Con altri passeggeri guardiamo scorrere le acque furiose. Tiro alcune fotografie. Passano nel frattampo un paio di alberi sradicati dalla piena .
Ritorno a Boroma che si trova a 5 km. La strada si é trasformata in
un vortice d'acqua e passo con difficoltá anche se ho messo la trazione
integrale alla mia " 4x4.".
Coloro che hanno i campi un po in collina sono, per ora, soddisfatti con
la pioggia, che viene dopo lunga siccitá. Quelli con i campi a livello
del fiume sono disperati.
Arrivo in casa e vedo che la carrozzabile che va in direzione N si é
trasformata in un sostanzioso torrente che si sta sta scavando un bel letto
nella strada.
Continuo il viaggio, per vedere com' é la situazione all' uscita della
valle, in direzione di Marara.
Il fiume Ntatadzi , ha straripato e ora attacca i campi limitrofi. Luis , il mio aiutante ha giá perduto il suo campo, spazzato dall'acqua. Il fiume si avvicina all'unico pozzo con acqua potabile che possiede il villaggio. Per fortuna il pozzo é abbarbicato alla montagna a quasi 5 m di altezza sul fiume.
Le aque rombanti fanno una curva contro una collina di roccia e cambiano direzione.
Un mese fa la gente aveva lavorato sodo per mettere degli argini di grossi
tronchi lungo i 100 metri del cimitero che costeggiava il torrente.
In pochi attimi la barriera costruita a mano viene divelta e le acque furiose
rodono inesorabili l'area del cimitero. Quando finisce l'uragano, e l'acqua
si placa, metá del cimitero se n'é andato, portando con se casse
da morto , ossa e suppellettili vari. È come se un coltello avesse
deciso di spartire a metá il cimitero. E´ rimasta l'arco della
porta in bilico sull' acqua . In questo cimitero ci sono sepolti i primi missionari
Gesuiti venuti a Boroma e padre Eusebio Pozzi, comboniano, annegato nel 1971
nello Zambezi. Fortunamente le loro tombe sono dalla parte della montagna
e per ora no sono in pericolo.
Se continueranno le piogge con questa violenza , la vecchia grande missione, che sovrasta tutto il villaggio, da circa 60 m di altezza, rischia di rimanere un'isola.
Nella valle tra la missione e il villaggio, lo Ntatadzi, impazzito, sta cercando di aprirsi un cammino. Se con le prossime piogge ci riuscisse, avremo un'isola in piú sullo Zambesi : L'Isola della Vecchia Missione di Boroma nazionalizzata dal Governo nel 1975.
Ho
aspettato un giorno, perché le cose si calmassero e, mentre continuava
ad essere impossibile attrasversare il Muffa in piena, verso sud, per andare
a Tete, ho cercato di andare a vedere cosa era successo alla strada che, verso
nord, va a Marara. Ho attraversato lo Ntatadzi, ormai quasi secco e pieno
di tronchi trasportati dalle acque e sono riuscito ad avanzare 8 km prima
di trovare , una grande trincea, provocata dalle acque di un torrentello inpazzito,che
tagliava la strada.
Abbiamo lavorato per un paio d'ore circa per poter far attraversare il canale
al mio 4x4 Nissan.
Siamo riusciti cosí a mantere aperta per lo meno la strada che, pur
facendo un giro di 100 km , invece dei 23 normali, ci permette di raggiungere
Tete.
Lungo la strada panoramica che passa sulle colline, la gente sorride perché é arrivata la pioggia benedetta che, se non ci saranno altre sorprese, dará un buon raccolto.
Giu in valle, a Boroma , il Sindaco, nel frattempo, ha dato ordine di raccogliere
le casse, i cadaveri e le ossa dei morti, sparsi dalla violenza delle acque.
Due famiglie sono venute a chiedere aiuto per ristrutturare la casa che ha
ceduto sotto la violenza della pioggia e altri si affrettano a ricomporre
il tetto che ormai é un colabrodo di paglia.
So che lungo lo Zambezi, le acque hanno cominciato a minacciare tutte le zone basse. Avremo un'altra inondazione? Solo Dio lo sa. I metereologi dicono che la cosa é probabile, posto che il Ciclone sul Madacascar si sta spostando verso il Mozambico e l'anticiclone si ritira verso ovest... ecc. ecc. ecc.
Il fatto é che in una provincia come la nostra c'é un'unica
strada asfaltata, che unisce lo Zimbabwe al Malawi, passando per Tete, e un'altra
che da Tete va in Zambia. Un totale di circa 500 km di strada asfaltata, per
103.000 Kmq di territorio. Non c'é male! che ve ne pare?
Tutto il resto é intersecato da strade o stradine in terra, alla marcé
di qualsiasi pioggia torrenziale.
E cosi vanno le cose in Mozambico.
Claudio l'ippopotamo con la 4x4 !!