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5 MARZO 2004

Diario di Missione
Boroma

Sono appena ritornato in missione venuto da Tete. 1 ora per fare 70 km di asfalto e 2 ore e mezza di fuori strada per fare 25 km.

Mi chiamano di urgenza all’arrivo. C’e un ragazzo del Centro, in coma!

foto 94

Bisogna portarlo subito a Tete. La strada normale č bloccata dal fiume in piena , io ho appena finito di fare un giro enorme per arrivare in missione.

- “Non si preoccupi , Padre, siamo riusciti a chiamare con il cellulare la famiglia del ragazzo e loro sono giá arrivati al fiume Muffa e ci stanno aspettando”. Qui i cellulari si stanno diffondendo come funghi. Il mio é caduto in acqua e ha fatto puff!
Scarico la macchina piena di viveri , salgo all’ospedaletto del centro , su una pista scassaruote e con la trazione posta, e carichiamo il malato che è fuori di se.

Lo si mette sul cassone con un compagno che gli sostiene la testa e gli fa da cuscino.

Altri tre compagni montano in macchina per aiutare nel passaggio del fiume.

Da giorni, il giovane, si è beccato una brutta malaria celebrale , qui non ci sono medici , e l’analista non é venuto al lavoro perché è rimasto bloccato in Tete dalle piogge.

Attraversiamo un pezzo di palude con mezzo metro d’acqua, e dopo 5 km arriviamo al fiume Muffa.

Dall’altra parte del fiume, a 100 m di distanza ,c´è giá una toyota 4x4 in attesa.

Uno dei giovani si carica il malato sulla schiene e altri due si mettono ai suoi lati per reggerlo contro la corrente . Altri due si accodano dietro in caso di necessitá.

Riescono ad attraversare il fiume e la macchina con il malato e i suoi parenti parte a tutto gas per Tete. Ovviamente è una famiglia ricca, o di un alto funzionario, per avere una macchina cosí.

Comunque sia, la mattino dopo ritorna uno dei ragazzi e mi comunica che il giovane , nell’ospedale di Tete non è uscito dal coma, ha avuto fino a 45º di febbre , convulsioni, sembra che non ci sia molto da fare.

Lo stesso giovane passa ad avvisarmi a mezza mattinata, venendo da Tete ,con un bel po di km a piedi e riparte subito per Tete, perché la situazione si è aggravata.

Nel frattempo arriva in missione un dei ragazzi aiutati da me. E´ giá magro come un chiodo, ha una faccia da far spavento e mi dice con un fil di voce che ha attacchi di diarrea e mal di testa . Gli misuro la febbre : 40º!

Paracetamol, liquido riidratante, e parto per parlare con il tecnico di medicina sulla collina del Centro. Mi suggerisce di continuare la cura perché risulta che l’Eduardo ha finito proprio oggi di prendere l’ultima dose di Clorochina. Non puó prendere altri antipaludici prima di 24 ore. Mi danno alcune vitamnie ferrose , reidratanti e ancora Paracetamol, e mi dicono che il ragazzo vada domattina per fare un altro test della malaria. Medito nella mia cappella sulle situazioni del mondo e lo porto su ,alle 7,10 della mattina... Per farsi le analisisi e parto subito per un'altra opera di soccorso: - " Signor Padre la macchina dell’Ospedale ha portato fino al Muffa un stokh di mediccinali , ma si è interrato nel fiume !!! Dobbiamo andare a prendere i medicinali per due ospedali."

Sulla riva de Muffa ci sono i medicinali. L’ambulanza dell’ospedale ha giá tagliato la corda dopo la brutta esperienza del fiume. Han tirato fuori la macchina con difficoltá.

Torno a casa, e comincio a prepararmi qualcosa per mangiare e il Fedele Castro mi dice:

“Guardi che Edoardo non é ancora ritornato!” Quando lo trovo sono le 13, è ancora a digiuno, non ha fatto il test perché l’analista non è venuto al lavoro .

“- Capo , che faccio ? Sparo?” diceva sempre l’aiutante gorilla di Sherlo Holmes nel vecchio “ VITTORIOSO” disegnato da Jacovitti !!!

Uno rimane, stanco, senza parole, con le uova al tegamino... bruciate, e grazie a Dio siamo in Quaresima.

Un abbraccio quaresimale a tutti. Poi ci sará la Resurrezione.

Saluti e abbracci da P. Claudio

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