Roma 15 Aprile 2007 compleanno del Papa !!!
Carissimi tutti,
Non c’è nulla di nuovo sotto il sole! Ma non posso tacere quello che ho visto
succedere ieri sera , sabato 14 aprile 2007 al pomeriggio, in Via Cavour e zone
limitrofe di Roma. Per più di 3 ore è sfilato un corteo di giovani e non, con
camion armati di amplificatori Giganti , da rompere i timpani , che gridando,
strillando , cantando , danzando , drogandosi e ubriacandosi, stavano facendo
una dimostrazione per le vie della città chiedendo a gran voce la
liberalizzazione dell’uso delle droghe e degli alcolici per tutti adulti
e bambini compresi. Noi dell’ ACSE stavamo celebrando la S. Messa alle 17,30
e abbiamo fatto fatica a intenderci tanto era il baccano che cominciato verso
le 16 è durato fino almeno alle 19.
Fuori delle nostra Chiesetta, a 50 m. dalla via Cavour, a cui siamo legati da una piccola traversa, c’è una piazzetta di 10 m per 15m proprio davanti alla nostra chiesetta. Giovani di ambo i sessi sono venuti per trovare un momentino di intimità e poter drogarsi in pace. Ragazzine di 15 anni che sniffavano coca davanti a tutti, giovani e ragazze erano pieni fino agli occhi di droga e alcool che vomitavano e facevano i loro bisogni appoggiati ai muri di questa piazzetta. L’aberrazione dell’uomo e della donna è passata davanti alla nostra porta. Figuratevi cosa è successo altrove. Ragazzi che giravano da tutte le parti nelle trasversali di via Cavour non lasciando la strada libera neanche alle moto. Io ero in Moto e c’è voluta tutta che passassi.
Veramente ho provato una tristezza senza limiti! Amici tutti, se questa è l’Italia del futuro, se questi giovani avranno figli domani, se questa gente senza valori e senza morale dovrà guidare l’Italia credo che sia arrivata l’ora di invocare la misericordia del Signore !!!! Un antiquario nostro vicino della piazzetta, ateo dichiarato, senza fede ne religione, ma mio amico, assitendo allo spettacolo, mi diceva: “Vede padre, l’inferno ce l’abbiamo giá qui !Non c’è bisogno che esista di là”
Pensiamoci.
A costo di sembrare una Cassandra ascoltiamo cosa successe a Sodoma e Gomorra:
Gen,19.1- 29
La distruzione di Sodoma
1 I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. 2 E disse: “Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada”. Quelli risposero: “No, passeremo la notte sulla piazza”. 3 Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. 4 Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. 5 Chiamarono Lot e gli dissero: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne! ”. 6 Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, 7 disse: “No, fratelli miei, non fate del male! 8 Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto”.( L’ospitalità era sacra n.d.r.) 9 Ma quelli risposero: “Tirati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro! ”. E spingendosi violentemente contro quell’uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. 10 Allora dall’interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente; 11 quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.
12 Quegli uomini dissero allora a Lot: “Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. 13 Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli”. 14 Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: “Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città! ”. Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare. 15 Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: “Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città”. 16 Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città…. “fuggi sulle montagne, per non essere travolto! ”….
23 Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, 24 quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. 25 Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo….
27 Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; 28 contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
29 Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
Chi ha orecchi per intendere intenda.
P.Claudio