...l'ippopotamo
dello Zambesi
Seconda Lettera di Daghino - Marzo 2000
Carissimi amici,
la notte scorsa sono riuscito a scaricare parecchi
messaggi che mi sono arrivati all'indirizzo e-mail iscos@zebra.uem.mz. Si
tratta di messaggi di alcuni giorni precedenti, come la proposta di trasformare
la mia lettera in un appello. Purtroppo lindirizzo iscos@zebra.uem.mz
funziona poco e male e si riesce a scaricare i messaggi solo a notte fonda
e comunque con esasperante lentezza. Infine oggi avrei voluto rispondere
soprattutto sulla questione dell'appello, ma dalle 13,30 tutta Maputo è
rimasta atta presa di energie fino alle 18,30, quindi tutti i computer bloccati.
Dopodiché stasera ho tentato di scaricare tre nuovi messaggi dallo stesso
sito, ma dopo 50 minuti di collegamento ho desistito. Ci rimproverò dopo mezzanotte, ma a quel punto per oggi non risponderò
più. Prego chi mi scrive di utilizzare, almeno fino a quando non riusciremo
a risolvere il problema, il mio e-mail personale: carlismo@teledata.mz.
Per quanto riguarda la situazione delle alluvioni, credo che di immagini ne
vediate di più voi che noi a Maputo, poiché la TVM trasmette poche immagini,
sovente vecchie, soprattutto con dichiarazione di persone salvate. Le uniche
notizie sono:
Il temuto nuovo ciclone Gloria si è svuotato da solo, quindi per
fortuna un pericolo in meno (la sua direzione, se fosse stata conservata,
indicava che si sarebbe abbattuto su Beira, la seconda città del Mozambico.)
Ci sono piene al centro Nord sul rio Save, come scrivono anche giornali italiani,
in seguito alle piogge in paesi vicini.
A Xai-Xai si continua con l'acqua sopra il livello del primo piano nella via centrale della città. Tuttavia si è registrata una piccolissima
discesa del livello, ovviamente nelle zone un po' più basse l'acqua raggiunge
ben altre altezze. Si raccolgono cadaveri nel fiume, manca il combustibile
perciò non si può neppure chiedere ai nostri referenti in città di andare
molto in giro a verificare la situazione. Possono andare un po' a piedi,
ma sulle lunghe distanze nessuno si muove. La malaria di solito endemica, sta per raggiungere la soglia dell'epidemia,
ed i casi di colera stanno aumentando rapidamente anche se in questa fase sono diagnostiche come diarree.
Ad Inhambane è arrivata una barca con un carico di combustibile una parte del
quale doveva andare a Xai-Xai, ma la barca non è riuscita ad attraccare
perché il porticciolo è zeppo di alberi, tronchi, detriti.
Oggi pensavamo ad uno dei sapateireos che eravamo andati a trovare, portandogli la bigorna
comparata con aiuti di amici di Torino. (A quello che aveva detto che la
bigorna era un segno di benedizione di Dio perché gli permetteva di lavorare
meglio per mantenere anche l'ultima figlia nata poche ore prima del nostro
arrivo, ricordate chiusa)
ma in quella zona le case sono sicuramente
state spazzate via dalle acque, trovandosi in basso. Le emergenze sono sempre
le stesse. Ci sono ancora sicuramente un gran numero di persone da salvare
ed appollaiate ancora sugli alberi, o sui tetti delle case. Basta pensare
che oltre 80% dei 17 milioni di Mozambicani, vivono "nel campo ed ovviamente le zone migliori sono quelle che si trovano relativamente
vicine al fiume.
Ripeto che occorrono elicotteri ed anche barche con motore abbastanza potente. È ben vero che molti Mozambicani non hanno mai
visto un elicottero, ma soprattutto molti ne hanno paura perché ricordano
le incursioni ai tempi della guerra civile, quando gli elicotteri sudafricani
venivano a bombardare i villaggi e le città mozambicane. Tuttavia seppure
con paura, o forse terrore, la gente si lascia salvare, anzi lotta per entrare
né gli elicotteri. Dire quanti sono i morti e quante persone da salvare
è un esercizio privo di senso. Nulla è più aleatorio dei numeri in questo
paese. Tutti ne danno, ma siccome le basi per le informazioni sono inesistenti
si tratta sempre di stime parziali. Ciascuno si basa su quel che sa, vede
o sente dire. Tuttavia credo che non ci sia dubbio che ci siano ancora moltissime
persone da salvare, e che valga la pena di premere perché anche l'Italia
si dia da fare. La TVM ha detto che gli americani manderanno elicotteri
ed ospedali del campo utilizzando anche personale militare. Anche la Spagna
ed il Portogallo avrebbero fatto lo stesso. Ma al momento non è ancora arrivato
nulla. Ci risulta che la prossima settimana arriverà un altro aereo italiano
carico di alimenti, barche, medicinali etc.
Io dico che tutto serve e quindi va benissimo, ma come ho già scritto due notti or sono
nellemergenza cè una priorità assoluta ed è quella di
salvare vite, e non capisco perché si deve attendere tanto a fare un intervento
radicale con forze militari esistenti in zona, dotate di elicotteri e barche.
Ovviamente coordinandosi con il Governo Mozambicano, perché cè un
senso di tutela del proprio paese molto forte, ma io non sono assolutamente
convinto della risposta data dal Primo Ministro Mozambicano a Veltroni,
cioè che avendo problemi di controllo del volo aereo a Xai-xai non potevano
accettare altri elicotteri. Sarà che quando cè una guerra, gli elicotteri
non intervengono se non cè tutto perfettamente coperto da radar? Comunque
Chissano (il Presidente del Mozambico) continua a richiedere elicotteri.
Se ho ben capito, leggendo i giornali di oggi, un gruppo di parlamentari
italiani ha fatto una mozione (o uninterpellanza), o qualcosa
del genere, per chiedere lintervento rapido di una Task-force per
salvare vite umane. Io credo che sia unottima proposta, limportante
è che arrivi in tempo, cioè arrivi ieri. Bisogna capire lurgenza
delle cose, e rispondere a tempo, altrimenti si arriva a salvare le persone
in tempo di semina del nuovo raccolto.
Per questo insisto che la via più rapida sia quella
di utilizzare (magari provvisoriamente, fino allarrivo della Task-force
civile) forze dislocate dei paraggi del Mozambico.
Dopodiché viene tutto il resto. A partire da questa
settimana il Mozambico riscopre il fenomeno dei deslocados gli
sfollati, il che in un paese assolutamente privo di strutture pone problemi
enormi. Infatti, ci dicono da Xai-xai che la vita nei campi daccoglienza
è sempre più difficile, con poco o nulla cibo, in condizioni igieniche indescrivibili,
i campi nati per due-tremila persone ne accolgono 8-10.000 e magari anche
di più. Per avere unidea dei numeri (vale anche per me losservazione
fatta sopra) Cokwe (una città capitale di Distretto confinante con Xai-xai
e attraversata dal rio Lompopo), è praticamente distrutta dalle acque. Gli
abitanti sono 172.000. e pertanto non è azzardato pensare che almeno 100.000
persone, o siano fuggite e siano appollaiate sugli alberi o siano morte.
Quindi emergenza alimentazione e sanità sono quelle
che seguono e ruota libera il problema della salvezza delle vite.
E noi che facciamo ???
Tante parole, ma dinterventi per ora nulla. Nella
attesa che i finanziatori, Unione Europea e rappresentanti del governo Italiano
in loco ci convochino, stiamo studiando le possibilità dintervento
a Xai-xai con tre fasi: una immediata con viveri e medicinali urgentissimi
affittando un elicottero (trasporto di 1,5 ton, costo di circa 10-11.000
dollari). Possiamo atterrare a Sotoene (quartiere di Xai-xai, posto su una
collinetta) ed utilizzare le case agrarie di un vecchio progetto Iscos come
deposito.
Seconda fase: trasporto di un carico grande di viveri,
coperte, medicinali, tendoni per fare ricoveri, intervento sanitari, attraverso
il nolo di una barca grande con trasporto fino ad Inhambane e poi via camion,
sperando che la strada resti aperta, fino a Xai-xai.
Terza fase: ricostruzione di case, latrine, centro
sanitario e piccole attività produttive in un nuovo quartiere che il Municipio
sembra ad aprire per far spostare la popolazione dalle zone base verso le
somme alte del territorio cittadino.
Ci stiamo coordinando con una altra ONG specializzata
nel settore sanitario, e lISCOS nazionale sta aprendo una sottoscrizione.
Pertanto prego tutti coloro che avessero intenzione
di appoggiare finanziariamente questa attività di mettersi in contatto con
lISCOS Nazionale per le questioni organizzative. (tel. 06.86200640,
e-mail: iscos@mclink.it Gemma
Arpaia e Ferruccio Stella) Comunque se qualcuno vorrà inviare direttamente
degli aiuti finanziari, io aprirò allinizio della prossima settimana
un apposito conto corrente di cui comunicherò gli estremi.
Che molti amici si sono mobilitati e stanno organizzandosi.
Ringrazio tutti.
Vorrei concludere, con una nota sul carattere di questa
gente: una dignità ed una forza incredibile, nel momento della massima sofferenza.
Non so se alla TV avete visto lintervista alla
donna che ha partorito su un albero: è scesa da questo con una forza incredibile,
non un lamento, non una imprecazione, in piedi da sola, con in braccio il
suo piccolo. Aveva partorito da circa 36 o forse 48 ore!
Le persone intervistate semplicemente dicono: abbiamo perso quel che avevamo. Abbiamo visto una donna salvata dallelicottero
scendere con una borsa con poche cose, ma ben stretti in una mano due polli,
il passaporto per la vita futura, almeno per qualche giorno!
E quelli che non sanno nulla dei loro parenti, non
fanno pesare questa situazione. Oggi limpiegata dellISCO diceva:
mia madre? Saprò se è viva o no fra sei mesi se tutto va bene!! Allo stesso
modo Pedro, la cui mamma lavorava allospedale di Cokwe completamente
distrutto dalle acque, non riesce a sapere nulla di lei, ma lavora con rinnovato
ardore al progetto che vi ho sintetizzato poco sopra.
Grazie a tutti
Carlo Daghino
PS. Attenzione alle raccolte. Se si raccolgono prodotti
vari da inviare occorre tenere presente che le disposizioni doganali del
Mozambico sono ferree, lunghissime e costose (occorre un mese per fare le
pratiche, un altro mese per il trasporto via nave per mandare un container,
e comunque piccolo o grande che sia bisogna pagare allingresso la
tassa doganale e lIVA, anche su prodotti usati come vestiti)
Ricevuto da Daghino ritrasmetto e saluto P. Claudio
Crimi